Nel
linguaggio filosofico
l’etica viene definita come
ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento
pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia
il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri
morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criteri
per
giudicare sulla moralità delle azioni umane (Treccani).
Sento
spesso gente che parla di etica, ma poi quando si tratta di
comportarsi osservandone quelli che dovrebbero
essere
i dettami, allora tale parola viene completamente
disattesa!
Io credo che per avere un minimo di senso etico, bisogna avere una coscienza che funzioni bene, oltre che una spiccata sensibilità. Sono tutte doti morali che devono essere inculcate ai nostri figli fin dall’infanzia, durante gli anni dell’adolescenza, continuando fino al loro completo sviluppo intellettivo.
Io credo che per avere un minimo di senso etico, bisogna avere una coscienza che funzioni bene, oltre che una spiccata sensibilità. Sono tutte doti morali che devono essere inculcate ai nostri figli fin dall’infanzia, durante gli anni dell’adolescenza, continuando fino al loro completo sviluppo intellettivo.
Ovvio
che se ad un bambino gli
è stato insegnato che rubare è una
regola primaria
nella sua vita e, che
per esempio non
farlo sia
l'eccezione, la sua coscienza si
svilupperà su questi standard!
Ritengo
che la società
odierna
sia
impostata sulla furbizia, sul
fregare il prossimo, non
di
certo sull'onestà!
Siamo
nell’era dove il
più furbo ha
la meglio sull’onesto,
il
quale il più delle volte
viene incastrato proprio
dal
furbetto
di turno.
I
furbetti sono un
po' dappertutto,
volete che non ce ne siano anche nel nostro campo!? Già…..nel mio
settore
(settore immobiliare),
fra i miei colleghi c’è ancora molta strada da fare in quanto a
Etica e Coscienza! Premetto che per fortuna ho
fior di colleghi e Professionisti con la “P” maiuscola,
ma c’è un discreto numero di colleghi che attuano ed inculcano ai
loro Agenti (sempre che questi
lo siano davvero!) modus operandi sicuramente privi dei Valori già
citati all’inizio di questo articolo.
Sentite
questa: la
settimana scorsa, sono stato incaricato dal proprietario di un
immobile, con contratto scritto in esclusiva, di trovare un
acquirente per la sua casa. Egli
mi
aveva
comunicato che fino a Luglio scorso,
dello
stesso immobile se
n’era occupata
un’altra agenzia, a
circa 40.000 euro in più di
adesso!
Tuttavia l’incarico con l’agenzia
è
terminato
a
fine Luglio.
Quindi
da qualche giorno me ne sto occupando io, giusto
il
tempo di inserire
l’immobile su tutti i canali di marketing ( portali immobiliari,
sito internet, social network, giornalino ecc. ) che il proprietario
riceve immancabilmente la telefonata da
uno
degli
agenti
dell’agenzia
poc’anzi citata, il
quale riferisce che
un cliente portato
in passato
avrebbe
voluto rivedere
il suo
immobile. Ma
non finisce qui! Come
se non bastasse l’agente che ha chiamato, suggerisce che in caso di
appuntamento in loco con il loro cliente, nessun cartello della
nostra agenzia doveva figurare sul portone d’ingresso del
condominio, inventando
scuse a dir poco ridicole!
Ovvio
che la paura del furbetto, stava nel fatto che il cliente portato in
visita, avrebbe potuto vedere che quell’immobile era proposto da
un’altra agenzia, di conseguenza loro oltre a non fare una bella
figura, avrebbero rischiato che poi quel cliente avesse potuto
contattarci, e quindi addio provvigione!
Il
proprietario dopo essersi interfacciato con me tuttavia,
decide di inviare loro una mail, invitandoli a contattarmi in quanto
detentore dell’incarico di vendita in esclusiva, informandoli di
voler rispettare l’accordo preso col
sottoscritto,
ma soprattutto li mette al corrente della mia assoluta disponibilità
a collaborare nella suddetta vendita.
Insomma
sembra che il classico “scavalco” questa volta non debba andare
in porto.
L’agente
in modo piuttosto piccato, risponde alla
mail,
che lui non è tenuto a prendere contatti con nessuno, che se il
proprietario è d’accordo si fa l’appuntamento, altrimenti non se
ne fa nulla!
Premesso
che sia vero che ci sia questo fantomatico cliente, cosa costava al
collega chiamarmi e chiedermi di collaborare? Nel
caso in
cui l’appuntamento
avrebbe
poi portato alla vendita dell’immobile,
lui avrebbe percepito il suo compenso dalla parte acquirente, mentre
io lo avrei percepito dalla parte venditrice, in questo modo tutte le
parti avrebbero raggiunto il
risultato sperato.
Certo!
Lui
puntava a fare la cosiddetta “doppia”, quindi percepire
la provvigione sia
dal venditore che
dall’acquirente,
estromettendo
il sottoscritto, di conseguenza io avrei dovuto rivalermi sul
proprietario facendomi versare la clausola penale prevista nel
contratto.
Come
si suol dire, “chi troppo vuole nulla stringe”.
Tutto
ciò per dire che questo tipo di comportamento non è assolutamente
etico, che questi individui pensano solo ed esclusivamente al
raggiungimento degli obiettivi (fatturato!), e pur di raggiungere
numeri da capogiro, sono pronti a passare sopra a tutto e a tutti!
Manca
la cultura etica, manca il senso del rispetto, mancano i valori, non
riusciamo a capire che il cliente dev’essere messo al centro del
nostro progetto lavorativo, che prima di tutto viene il
raggiungimento del risultato per cui il cliente si è rivolto a noi,
poi di conseguenza arriveranno i numeri e il fatturato!
Da
sempre ripeto a mio figlio questa frase:
“Non
fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te!”.
Grimaldi Sabino
Tel. 339/7104727
Pinerolo li 13/10/2018
Ore 11.52